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La città di Goito appartiene a: Regione Lombardia - Provincia di Mantova

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Territorio

Il Comune di Goito appartiene al settore orientale della Pianura Padana. L'evoluzione geologica dell'area risulta connessa allo sviluppo della catena alpina prima e di quella appenninica nella fase successiva, costituendo l'avanfossa di entrambi i sistemi.
Dal Pliocene ad oggi tale depressione, dal profilo asimmetrico, con minore inclinazione del lato settentrionale, è stata progressivamente colmata da sedimenti dapprima marino-transizionali e quindi strettamente continentali.Strutturalmente l'area in esame ricade in un settore monociinalico [Pedeolpine Homocline), limitato, a Nord, dal fronte di sovrascorrimento subalpino, il cui lembo esterno corrisponde alla struttura compressiva di Volta Mantovana, e, a Sud, dal fronte di accavallamento esterno dell'Appenino sepolto (ETF) nella zona di virgazione che l'arco occidentale delle Pieghe Ferraresi forma con il sistema delle Pieghe Emiliane. Ciò si spiega con il fatto che nel Mantovano è stata individuata la cosiddetta "zona ostacolo" ritenuta responsabile di tale disallineamento dell'ETF e coincidente con una significativa anomalia aereo-magnetica positiva del Basamento Magnetico connessa alla presenza di intrusioni basiche.
A causa del suo comportamento prevalentemente rigido la monoclinale padana non sembra essere stata interessata dalle deformazioni legate alla fase parossistica terziaria sebbene alcuni ricercatori abbiano riconosciuto blandi fenomeni di compressione esercitati dal Fronte Appenninico.
L'evoluzione del bacino padano vede, a partire dal Messiniano, la quasi completa cessazione dei movimenti tettonici legati all'edificio alpino. Nel contempo si registra un sensibile spostamento verso Nord-Est del fronte dell'Appennino settentrionale. Da questo momento le geometrie deposizionali del bacino padano sono strettamente legate ai repentini sollevamenti e movimenti in avanti delle falde Nord Appenniniche e dai lunghi periodi di relativa calma e subsidenza isostatica dei bacini. Il margine meridionale del bacino padano, a ridosso del fronte appenninico risente in modo consistente di tali movimenti. Il margine settentrionale risente invece in modo più blando di quanto succede nel bacino. I movimenti sono registrati da superfici di erosione arealmente anche molto estese, dalla riattivazione di strutture mioceniche sepolte e dalla deposizione di livelli detritici fini legati a movimenti eustatici.
Gli studi della successione sedimentaria pliopleistocenica padana ne hanno messo in evidenza il carattere tendenzialmente regressivo.
Infatti, i depositi torbiditici di mare profondo, presenti alla base, sono ricoperti da un prisma sedimentario all'interno del quale si distinguono le seguenti fascie: scarpata, piattaforma esterna, litorale, deltizia/lagunare e fluviale.
I corpi sedimentari presentano due direzioni prevalenti di progradazione: la prima assiale rispetto al bacino Padano Est vergente, originata dal paleo-delta del Po; la seconda trasversale Sud-Est vergente, originata dai sistemi deltizi ad alimentazione alpina.
Le principali classi di sistemi deposizionali possono essere raggruppate come segue: Piana alluvionale ad alimentazione assiale (paleo-Po)

Conoide alluvionale e piana alluvionale ad alimentazione alpina e appenninica
Delta ad alimentazione assiale (paleo Po) alpina ed appenninica
Delta conoide alpino ed appenninico
Piana costiera
Piattaforma sommersa
Scarpate sottomarina
Piana bachiate.
L'organizzazione verticale delle fascie all'interno delle prime quattro classi di sistemi deposizionali, ed in particolare nei sistemi di piana alluvionale, di conoide alluvionale e nei sistemi deltizi, è invariabilmente costituita dall'alternanza ciclica di corpi sedimentari a granulometria prevalentemente grossolana con corpi a granulometria fine. Molte volte è possibile distinguere una gerarchia di spessori, con insiemi di cicli di rango inferiori spessi alcuni metri che costituiscono cicli di rango superiore, spessi alcune decine metri.

Si può ipotizzare che tali unità cicliche rappresentano fasi sedimentarie di alta energia alternate a fasi di bassa energia dovute rispettivamente all'attivazione e alla disattivazione dei sistemi deposizionali.
Per quanto concerne l'evoluzione tettonica di questo settore della pianura gli studi hanno evidenziato che, a partire dal Pliocene inferiore fino a tutto il Pleistocene (Intervallo II + III da 5.3 a 0.7 m.a.), si evidenzia una lenta subsidenza generalizzata non compensata dalla sedimentazione.
Nell'intervallo successivo (Intervallo IV - 700.000-18.000 anni) si assiste ad un progressivo riempimento del bacino e il motivo tettonico predominante continua ad essere l'abbassamento generalizzato di tutta l'area. Tale movimento è stato dedotto dal notevole spessore dei sedimenti continentali.
In particolare, per quanto riguarda l'area di Goito la minore subsidenza rispetto all'area a Sud di Mantova risulta legata all'attività di un disturbo tettonico lineare indicato come Faglia dei Laghi di Mantova. Questa, individuata come una dislocazione a direzione E-W, risulterebbe attiva anche nell'intervallo successivo (Intervallo V - 18.000-attuale) e viene ritenuta responsabile dell'inflessione del fiume Mincio e quindi della formazione dei Laghi di Mantova.
Secondo Baraldi et alii (1980) la presenza di depositi torbosi superficiali o a debole profondità localizzati in una fascia lungo tale elemento lineare testimonierebbe un abbassamento differenziale della zona a sud di tale dislocazione, fornendole carattere di faglia diretta. L'ipotesi sarebbe suffragata dalla migrazione del Fiume Mincio, avvenuta principalmente nella zona corrispondente al Comune di Goito, da una direzione NNW-SSE ad una circa N-S dall'approfondimento del letto del fiume stesso che avrebbe determinati i diversi terrazzamenti, così come risultano visibili nella zona di Pozzolo, per variazione del livello di base e dalla presenza della zona depressa delle valli di Buscoldo, alveo del Fiume Mincio successivamente catturato dal ramo sinistro.
La zona che comprende il Comune di Goito nell'ultimo intervallo (V) si presenta relativamente stabile sebbene gli Autori non escludano lenti movimenti subsidenti suggeriti dalla presenza di aree paludose.
Tale stabilità tettonica risulta particolarmente significativa per quanto concerne l'attività sismogenetica dell'area comunale.

Lineamenti geologici locali
L'assetto geologico dell'area comunale di Goito è il complesso risultato di eventi morfogenetici e deposizionali. Nel corso del Quaternario continentale il succedersi di situazioni di equilibrio climatico (cicli glaciali) ha dato origine alle corrispondenti serie di aggrazione/degradazione (Ricci Lucchi et alii, 1990).
I terreni affioranti di origine fluvioglaciale ed alluvionale sono geneticamente legati all'azione dello "scaricatore" Mincio e del Fiume Mincio. La scala cronologica di riferimento di tali depositi è a tutt'oggi in discussione soprattutto in ragione della mancanza di studi sistematici supportati da datazioni assolute che facciano chiarezza nel quadro cronostratigrafico della regione morenica immediatamente retrostante l'area studiata e da cui derivano i depositi a valle. I primi studi geologici in questo settore, condotti dal Cozzaglio nel 1933, attribuiscono i terreni della conoide ghiaiosa di Valeggio sul Mincio al glaciale Riss, mentre la piana alluvionale antistante, definita come "terreno cretoso" è riferita all'interglaciale Mindel-Riss. L'area terrazzata cui appartiene la gran parte del territorio comunale è invece datata all'interglaciale Riss-Wurm ed al glaciale Wurm.
Studi successivi di Venzo (1965) attribuiscono al fluvioglaciale Riss principale la zona di conoide (alta Pianura), al fluvioglaciale wurmiano sia il terrazzamento del Mincio, ad esclusione del terrazzo basso, riferito all'Alluvium antico, sia l'ambito esterno degli scaricatori glaciali.
Secondo più recenti interpretazioni (Panizza, 1987) i depositi fluvioglaciali ascrivibili all'area studiata sono da attribuirsi a tre pulsazioni wurmiane ed alla fase tardoglaciale per quanto concerne la conoide, mentre a sud sono riferibili al postglaciale (subboreale).
La fase di scavo dell'area terrazzata viene collocata in un periodo successivo alla deposizione della conoide di Valeggio con più fasi erosive nel corso dell'Olocene.
Al di là delle attribuzioni cronologiche, nello studio a supporto del PGT si è operata una distinzione del territorio del Comune di Goito, in unità che avessero interesse sotto l'aspetto geologico-applicativo.
Pertanto nella Carta Geolitologica, una volta individuate due unità di alto rango, quella dei depositi che costituiscono il "Livello Fondamentale della Pianura" e quella dei depositi, terrazzati su più ordini, riferibili ad una fase erosiva più recente, ai loro interno sono state evidenziate fascie differenti distinte sulla base delle caratteristiche litiostratimetriche del primo sottosuolo (fino a 10-15 m di profondità).
Allo scopo sono stati raccolti ed esaminati criticamente una grande mole di dati geognostici, derivanti dai sondaggi, trincee esplorative, prove penetrometriche, pozzi, scavi aperti ecc.
In sintesi, nella Carta geolitologica, si sono, distinte le seguenti unità:

Depositi della fascia terrazzata del fiume Mincio:
Alluvioni fluviali e fluvio-glaciali costituite da ghiaie prevalenti, che caratterizzano un limitato settore all'estremità settentrionale del territorio comunale, in destra Mincio;
Alluvioni fluviali e fluvio-glaciali costituite da alternanze di ghiaie e sabbie, che rappresentano l'unità con maggiore estensione nel settore orientale del territorio comunale;

Depositi del livello fondamentale della pianura:
Alluvioni fluviali e fluvio-glaciali costituite da ghiaie prevalenti, che, all'interno del territorio comunale,caratterizzano il settore nord-occidentale del livello fondamentale della pianura, in destra Mincio;
Alluvioni fluviali e fluvio-glaciali costituite da alternanze di ghiaie e sabbie, che occupano il settore centrale del Comune di Goito;
Alluvioni fluviali e fluvio-glaciali con successione stratigrafica costituita da depositi limoso-argillosi, di spessore variabile, che ricoprono depositi prevalentemente sabbiosi, dominanti nel settore più occidentale del territorio comunale.

Litologia di superficie
Nello studio geologico, tra i tematismi esaminati, è stata affrontata anche la litologia di superficie che, come descritto nei precedenti paragrafi, è rappresentata esclusivamente da depositi continentali quaternari.
Tale analisi è partita dai dati disponibili sul SIT della Regione Lombardia ove sono riportati risultati di un progetto realizzato dall'Ente Regionale di Sviluppo Agricolo della Lombardia (ERSAL).
In detto progetto le informazioni riportate come areali derivano dall'interpretazione delle caratteristiche litologiche del substrato pedologico rilevate per la redazione della carta dei suoli lombardi. Il rilevamento pedologico è stato realizzato attraverso l'effettuazione di sondaggi e relative analisi e descrizioni (profili, trivellate e osservazioni di campagna) sino alla profondità di 2 m dal piano di campagna. I dati dei profili pedologici, analizzati per la carta del suolo, sono stati rielaborati per definire le unità cartografiche della litologia di superficie. Tale definizione è basata sulla classificazione granulometrica del materiale secondo la classificazione ASTM.
Le informazioni così desunte sono state verificate ed integrate mediante dati provenienti da indagini geognostiche oltre che con quanto emerso nel corso dei sopralluoghi ed osservazioni-relative a scarpate e fronti di scavo.
La zonazione delle caratteristiche litologiche dei terreni superficiali è stata raffigurata, alla scala 1:10.000, nella Carta della litologia di superficie dello Studio geologico a supporto della pianificazione comunale. In tale tavola, per gli scopi del presente studio, si è ritenuto di operare delle semplificazioni, accorpando molte classi litologiche tenute distinte sul SIT della Regione Lombardia. Nella tavola sopramenzionata, dei terreni affioranti, oltre alle caratteristiche granulometriche, si è voluto rappresentare anche a quale delle unità geologico-morfologiche definite nel paragrafo precedente essi appartengano.
Conseguentemente la legenda è stata strutturata nel seguente modo:

Depositi della fascia terrazzata del fiume Mincio:
Terreni prevalentemente torbosi
Terreni prevalentemente ghiaioso-sabbiosi

Depositi del livello fondamentale della pianura:
Terreni prevalentemente argillosi
Terreni prevalentemente limosi

Allegati