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La città di Goito appartiene a: Regione Lombardia - Provincia di Mantova

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Villa Giraffa

Nome Descrizione
Indirizzo Strada Maglio, 4
La sua storia prende inizio attorno al 1500. Infatti , nell’ agosto 1509 allorquando stava tentando la conquista di Isola della Scala, il Marchese di Mantova Francesco Gonzaga venne catturato nel sonno dalle truppe veneziane del capitano della Serenissima Lucio Malvezzi e trasportato a Venezia. La moglie Isabella D’Este spinta dalla disperazione si affidò a Papa Giulio II per ottenerne la liberazione e una volta riuscita nell’ intento si sdebitò con la Chiesa concedendo agli ordini religiosi l’ utilizzo dell’ edificio che venne trasformato nel Convento dei Cappuccini. La villa è posta sulle rive del Mincio, adiacente al ponte della gloria si presenta come un eccezionale insieme eclettico di tutti i gusti costruttivi che vanno dal 400 al 900 nella composizione di vari stili, con vaghe reminescenze fancelliane, è possibile che siano stati inseriti elementi della leggendaria villa Gonzaghesca ora scomparsa. Questo è probabilmente vero in misura maggiore nei due corpi d’ingresso. Nella parete frontale un grande graffito riproduce scena di caccia; sono presenti ampie finestre ad arco tondo, fumaioli in cotto e sasso vivo, poggioli, un pozzo con stemmi araldici, una fontana (ora scomparsa), un belvedere. Secondo lo studioso Moreno Tonini è quasi certa l’opera di Giulio Romano che in tutte le sue opere prediligeva giochi d’acqua e fontane. All’interno della villa erano presenti stupendi affreschi giulieschi che furono coperti all’arrivo dei Cappuccini. La Giraffa si presentava con tutta probabilità come un piccolo Palazzo Te goitese che fu rovinato nel tempo da continui ritocchi e spregiudicate aggiustature. L’aspetto migliore della villa è il rapporto con l’ambiente naturale, realizzato attraverso la struttura del grande parco ottocentesco. L’area recintata è di 27000 metri quadrati con abeti, magnolie, salici, tigli, roseti, faggi, bossi, platani secolari. In passato essa fu sede come detto del convento dei frati Cappuccini (1610) citato nel catasto Teresiano nel 1776. L’arrivo di Napoleone e la sua furia anticlericale portarono alla conseguente confisca dei beni religiosi e segnò la loro cacciata alla fine del ‘700. Qui l’esercito francese vi costituì un’ ospedale per il ricovero dei feriti di guerra. Secondo la leggenda i Cappuccini lanciarono una maledizione verso tutti i futuri proprietari della villa. Un documento archivistico testimonia la presenza dei Cappuccini nell’ anno1738. In questa occasione la loro famiglia era composta da: GUARDIANO,padre Paolo d’ Acquanegra. Vicario, padre Filippo della Massa, padre Lodovico da Canneto, padre Cirillo da Verona. CHIERICO, frate Davide da Verona. LAICI frate Felice dalla Fratta , Norberto da Venezia, Giacomo d’ Acquanegra. Dopo Napoleone il chiostro rimane senza padrone fino al 1828 quando un possidente mantovano Giovanni Fumagalli lo compra e lo trasforma in villa dandole il nome di La Giraffa. Anche se non è possibile affermarlo con certezza è probabile che il parco interno fosse popolato da vari animali, quasi un giardino zoologico, e che la giraffa ne fosse l’ emblema, così come si puo’ vedere sulla facciata anteriore dell’ ingresso: forse un tentativo di rievocare nell’ immaginario collettivo l’idea della leggendaria villa gonzaghesca perduta per sempre. La tenuta rimane di proprieta’ di questa famiglia per oltre un secolo; verso meta’ ottocento la tenuta è utilizzata parzialmente come locanda là dove poi fu convertita in piccola chiesetta , cosi’ come si può vedere in una incisione in bianco e nero sulla battaglia sul ponte dell’aprile 1848. Alle spalle del luogo della contesa si puo’ vedere una parte dell’ edificio con la scritta “Albergo della Giraffa”. Da segnalare che nel 1863 una piccola parte dell’ edificio stesso è ceduta per breve tempo al Comune di Goito che la utilizza per uso scolastico. Il proprietario Giovanni nasce a Bergamo nel 1789 da Giovanni Battista e Rosa.