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La città di Goito appartiene a: Regione Lombardia - Provincia di Mantova

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Vecchi Mulini ad Acqua

Nome Descrizione
Indirizzo Via Circonvallazione Est
Mulino di Goito
L’attenzione dei Gonzaga verso Goito, in particolare nella seconda metà del 1400 con Lodovico, si concretizza con la realizzazione di imponenti opere idrauliche che permettono di irrigare vaste estensioni agricole, non molto fertili, soprattutto nella parte settentrionale del Comune. Egli si avvale dell’aiuto dell’ingegner Giovanni da Padova che progetta il Naviglio di Goito. Sia lungo il fiume che lungo il Naviglio stesso, sorgono molti mulini, alcuni filatoi e una cartiera a Maglio, grazie alla particolare velocità di scorrimento delle acque del canale. I mulini erano quasi sempre di proprietà di importanti famiglie che li concedevano in affitto. Eran gestiti da vere e proprie stirpi di mugnai goitesi quali: Alboini, Angelini, Cavalieri, Cobelli, Facchini, Noventa, Pozzi. Il Mulino di Goito si trova in fondo a Via Vittorio Veneto, poi svoltando a destra lungo un breve tratto di Via Circonvallazione Est si entra in un cortile tramite un cancello sempre aperto d'ingress. Il Mulino posto ovviamente in fregio al Fiume Mincio risale all’inizio del XVII° secolo ed è di particolare rilevanza storica ed architettonica. Al suo interno sono ancora presenti numerose attrezzature e le pale che azionavano le macine tuttora esistenti. Il mulino cessò l’attività nel 1956 dopo che la famiglia Pozzi che lo aveva guidato per 50 anni, trasferì il proprio laboratorio in paese. Gli ultimi proprietari furono la famiglia Moschini, poi con l’Amministrazione Comunale ci fu un’accordo di vendita una decina d’anni fa circa. Dal Ponte della Gloria si può osservare una splendida visuale del mulino di Goito.

Mulino di Massimbona
Appartenne ai Gonzaga e fu più volte modificato. Il mulino qui rappresenta il centro dell’insediamento rurale che sta intorno, formato dalle vicine corti, dalla chiesetta Patrizia dall’osteria e dalla strada che venne obbligata ad una stretta curva per arrivarvi direttamente. Il primo riferimento storico che lo riguarda risale al 22 Novembre 1231; su una delle travi dell’edificio è anche inciso il cognome della famiglia Bonetti che nel 1393 era proprietaria del molino. Qui sono conservati numerosi attrezzi originali costruiti nei secoli dai mugnai. Dal punto di vista tecnico il molino funzionava tramite il movimento di quattro ruote, sfruttando la notevole portata del fiume Mincio e poteva macinare da 800 a 1000 kg di cereali l’ora. È di proprietà privata.