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La città di Goito appartiene a: Regione Lombardia - Provincia di Mantova

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Parco del Mincio

Nome Descrizione
Indirizzo Piazza Porta Giulia, 10 - 46100 Mantova (MN)
Telefono 0376.391550
Fax 0376.362657
EMail info@parcodelmincio.it
Web http://www.parcodelmincio.it/
Il Parco del Mincio è stato istituito dalla Regione Lombardia nel 1984, nell’ambito della legislazione sulle aree protette che ha vincolato molta parte del territorio lombardo. La gestione è affidata ad un Consorzio comprendente i tredici Comuni rivieraschi e l’Amministrazione Provinciale di Mantova, ed è iniziata nel 1986.
Il Parco deve tutelare zone di grande pregio naturalistico e di valore paesaggistico inserite come minuscole perle in un territorio densamente abitato, dove l’agricoltura è molta intensiva, gli animali da allevamento sono cinque volte gli abitanti e dove fiorisce una economia di buon reddito che poggia su un artigianato diffuso e su piccole, medie e grosse imprese industriali. Un obiettivo difficile ma indispensabile da perseguire, per preservare e valorizzare un bene che è legato alla memoria storica della gente che ha abitato sulle rive del Mincio e dei laghi. La diffusione del fenomeno degli inquinamenti del suolo e delle acque, la manomissione del territorio, hanno in questi anni creato la paura che si vada verso l’irreparabile e hanno quindi stimolato una coscienza ed una cultura per cercare un equilibrio fra sviluppo della società moderna e conservazione dell’ambiente. L’istituzione di una ventina di Parchi nella Regione più industrializzata d’Italia, la Lombardia, ne è la prova. L’Amministrazione del Parco vuole contribuire a questo dovere civico, ma anche – conservando e valorizzando i pregi naturalistici del Parco – riproporre la rilettura della storia straordinaria di questo territorio, ricco di memorie storiche e di arrte, dagli Etruschi a Virgilio, dal Risorgimento a Andrea Mantegna e Giulio Romano e intriso delle tradizioni della civiltà contadina e padana, con i suoi antichi mestieri indissolubilmente legati alla terra e alle acque dei fiumi.

Flora

II territorio attraversato dal fiume è in gran parte pianeggiante e costituito da terreni coltivati, in prevalenza prati irrigui che alimentano prosperosi allevamenti di bestiame. Lungo le sponde, laddove il paesaggio non è caratterizzato da ampi filari di pioppi – come nell’alto Mincio – le essenze forestali spontanee sono rappresentate prevalentemente da salici, pioppi, farnie, cerri, ontani. Sono in riduzione i filari di platani e gelsi lungo le rive dei fossati; il Parco sta perciò realizzando una politica incentivante le presenze arboree nelle campagne, rese sempre più “piatte” dallo sfruttamento intensivo e meccanizzato. Notevole importanza floristica rivestono le zone umide delle Valli del Mincio e dei laghi di Mantova, in particolare il Lago Superiore, in cui si hanno notevoli presenze di vegetazione palustre, con estesi canneti e cariceti. Questi formano una fascia vegetazionale destinata, nel tempo, a colonizzare i suoli umidi che, infatti, costituiscono uno stadio transitorio destinato ad evolversi. Per questo nelle Valli l’annuale operazione di sfalcio si pone come intervento di rimozione artificiale della biomassa prodotta per arrestare o quantomeno ritardare l’ineluttabile processo di bonifica. In questi ambienti sono poi presenti numerose piante acquatiche.
Le Ninfee (Nymphaea alba, Nuphar luteum) sono note a tutti per i bellissimi fiori bianchi e gialli, fatti apposta per attirare gli insetti che assicurano l’impollinazione; sono comuni nei tratti di acque lente e vivono ancorate ai fondali, portando in superficie, oltre ai fiori, le grandi foglie rotondeggianti. Altra specie comune nelle Valli del Mincio è la Castagna d’acqua (Trapa natans) che ha costituito nei secoli passati fonte di nutrimento per le popolazioni locali e che oggi è considerata una raffinatezza culinaria. I suoi caratteristici frutti galleggianti a tre punte (e ciò spiega il nome dialettale “trigoli”) hanno infatti un contenuto farinaceo molto elevato ed un sapore che ricorda le castagne. Sono inoltre presenti le inconfondibili Lenticchie d’acqua (Lemna) costituite da un minuscolo dischetto verde che galleggia e dal quale si dipartono verso il basso sottili filamenti radicali; i bianchi Ranuncoli (Ranunculus acquati-lis) e, verso i canneti e le sponde, emergono i pennacchi della Tipha ed i cespugli di Ibisco (Hibiscus palustris) con la loro esotica e rara fioritura. Da segnalare, infine, lo spettacolo che ogni anno si rinnova nei mesi di luglio ed agosto, della fioritura dei fiori di Loto (Nelumbo nucifera). Piantato nel 1921 da un’appassionata naturalista in pochi rizomi, costituisce oggi una vera e propria “isola” verde galleggiante punteggiata dall’incomparabile rosa di questi profumatissimi fiori. Va ricordato che lo sviluppo delle piante del loto è sorprendente e pare inarrestabile: il risultato è che la zona stagnale è sempre più invasa ed il loto mette a repentaglio la sopravvivenza di altre specie e la stessa ossigenazione delle acque. Per questo il Parco, nell’ambito dei programmati periodici lavori di pulizia dei laghi, ha predisposto ipotesi tese al contenimento dello sviluppo dei rizomi.

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