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La città di Goito appartiene a: Regione Lombardia - Provincia di Mantova

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Corti Gonzaghesche

Nome Descrizione
Indirizzo Strada Bardelletta, 71
Organizzazione tipica dell’età feudale autosufficiente sul piano economico, sociale, giurisdizionale formata dall’insieme degli edifici e terreni del signore feudale.

Loghino
Tra il XVIII ed il XIX sec. si diffonde il Loghino, simile a corti a quadrilatero o con rustici e casa giustapposti, sul modello emiliano, veniva costruito spesso a ridosso degli argini. Nel 1800 e nel 1900 si assiste ad un progressivo e inesorabile abbandono delle campagne che porta al degradodi molte corti, anche se la meccanizzazione e la produzione intensiva ha portato ad un aumento della produttività dei fondi. Nel goitese si ha una prevalenza della corte chiusa, ma complessa ed articolata.

Corte Dogana
La dogana vecchia e nuova come suggerisce il nome stesso erano abitazioni in prossimità del ponte che servivano a riscuotere il pedaggio dai passeggeri o il dazio per le merci. Con l’ascesa al potere dei Bonacolsi venne acquistata da loro e gestita dai loro esattori. La venuta dei Gonzaga a Goito portò ad una edificazione progettata da Giovanni da Padova su commissione del marchese Ludovico. Nel 1776 risulta essere proprietà della Ducal Camera di Mantova.

Corte Gazzo
Corte secolare di proprietà gonzaghesca. È visibile praticando il sentiero che porta a corte Isolo; essendo sull’altra sponda del fiume non è raggiungibile direttamente da questo tratto. Nel 1587 il Duca Guglielmo Gonzaga fabbrico’il monastero di S. Martino e lo donò ai monaci benedettini aggiungendo un podere di circa 60 biolche con una casa, posta sempre in Goito, nella contrada denominata “il Gazo”. Il nome deriva probabilmente dal Longobardo “gahagi”, ovvero terreno coltivato, boschivo e cintato. Corrisponde al “gazo” degli arimanni o al “gaiu” dei siciliani.

Corte Isolo
Antica corte ristrutturata parzialmente poco tempo fa, è posta su un isolotto del fiume Mincio nei pressi della frazione di Torre. Nei secoli scorsi appartenne ai Padri Benedettini che coltivavano il terreno circostante e dopo la riforma anche ai marchesi Cavriani.

Mulino di Torre
La corte al molino è citata nel Catasto Lombardo Veneto redatto tra il 1855 ed il 1864. Il Mulino, come tanti altri del circondario sorge nel periodo di Lodovico e Guglielmo Gonzaga (1500 circa).

Corte Sereno
Secondo varie biografie di trovatori provenzali e non, e vari documenti storici tra i quali soprattutto i registri ufficiali di età angioina conservati nel Archivio di Stato di Napoli, il poeta Sordel de Goi ovvero Sordello da Goito nacque inequivocabilmente nel paese del Mincio all’incirca nel 1199 e morì nel 1269. non è mai stata trovata una carta ufficiale che attesti con certezza assoluta la casa dove egli nacque, ma vari studiosi sono arrivati alla conclusione che con ogni probabilità, questo luogo è da ritenersi Corte Sereno. Sordello può essere considerato senza ombra di dubbio, il più noto e forse il maggior poeta in lingua provenzale. Il nome della corte è mutuato dai proprietari del 600 che si chiamavano Serinni. Per quanto riguarda Sordello, egli fu buon cantore e musico, uomo di aspetto avvenente e incline alle avventure d’amore, come lo descrive una “vidas”, biografia del tempo. Giosuè Carducci dichiarò secoli dopo che fra gli italiani che poetarono in provenzale il più insigne è Sordello da Goito, uno di quei poeti che fanno risplendere come il sole tutto ciò che toccano, uno di quelli il cui canto”vince di mille secoli il silenzio”. Viene ricordato anche da Dante nella Divina Commedia, dove nel sesto canto del Purgatorio si legge dell’incontro con il sommo poeta Virgilio. Dell’opera sordelliana poco è giunto a noi: una quindicina di liriche, diverse canzoni ed il poemetto “Ensenhamenses d’onor” ed un “Compianto” in onore di Ser Blacatz nobile signore provenzale tradotto in varie lingue a quel tempo diffusissimo. Moltissimi scrissero di Sordello ma furono solo tre le persone che lasciarono cose complete e di valore: Cesare de Lollis nel 1896, Giulio Bertoni nel 1938 ed il nostro concittadino Emilio Faccioli la cui opera davvero pregevole ha visto la luce nel 1994 ed è stata il fulcro dei festeggiamenti con i quali Goito ha onorato Sordello con le cosi dette Manifestazioni Sordelliane. Altro valente poeta goitese fu Andrea da Goito che fu in stretti rapporti di amicizia con Petrarca ospite sovente nelle tenute gonzaghesche. Fu inoltre segretario di Luigi Gonzaga avendo parte di rilievo nei negoziati del periodo.

Corte Fabbrica
Serie di corti situate nella parte nord-ovest del territorio goitese. Alcune di esse sono poste ai limiti del confine con il Comune di Volta Mantovana. Le Fabbriche sorte nel periodo ottocentesco erano proprietàdel conte Antonio Grimani e della figlia contessa Marianna. Il nome Fabbrica venne probabilmente scelto per simboleggiare la costruzione e l ‘ultimazione dell’edificio. Le prime

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