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Chiesa della Santa Margherita Vergine e Martire (Parrocchiale di Solarolo)

Nome Descrizione
Indirizzo Frazione Solarolo
Telefono 0376.60139
Web http://www.unitapastoralemincio.it
La Chiesa parrocchiale, dedicata a S. Margherita Vergine e Martire, costruita in poco più di 6 mesi quando La Chiesa parrocchiale, dedicata a S. Margherita Vergine e Martire, costruita in poco più di 6 mesi quando era parroco don Giacomo Gasapini (deposizione della prima pietra il 13 aprile 1817, benedizione il l° novembre 1817 ), fu realizzata su progetto dell’architetto Giovanni Battista Marconi. Sorge al posto della Parrocchiale precedente, demolita nel 1815, e fu eretta sotto la guida del capomastro Giacomo Bovi, con il concorso attivo dei parrocchiani dell’epoca. La costruzione, in pietra cotta a vista, presenta la facciata ricoperta in marmo fino all’altezza del cornicione, mentre la parte alta ed il campanile, che é addossato sulla destra, sono intonacati. Il rivestimento in marmo travertino, avvenuto nel 1937, é opera degli artigiani locali Aldo e Romolo Venturini; questo forma cinque assi: in quello centrale si apre la porta d’ingresso architravata e sormontata da una lapide riportante il periodo di realizzazione della chiesa. Lateralmente il rivestimento forma quattro specchiature: le due centrali ospitano delle nicchie in corrispondenza di due finestre ora chiuse. Al di sopra del cornicione, tra le due svecchiature, abbiamo, centralmente, una finestra contornata da un semicerchio rilevato e poi un frontone triangolare, nel cui timpano é aperta una finestra circolare. Di gusto neoclassico, é formata da una sola navata con due cappelle laterali, dal presbiterio e dall’abside semircolare. La volta della navata evidenzia le strutture portanti del soffitto, dove le paraste e le lesene laterali, congiungendosi, lo dividono in cinque settori: due in corrispondenza delle quattro finestre laterali poste sopra il cornicione, uno in corrispondenza della cappella e due intermedi. Internamente la chiesa, di medie dimensioni (lung. m. 21 – larg. m. 16 – alt. m. 12) é, fatta eccezione per il coro, tutta rivestita in marmo rosso di Verona per un’altezza di m. 2,20. Il lavoro di rivestimento fu realizzato negli anni 1947-48-49 . Oltre il portone d’ingresso in legno, sulla destra, si trova un’acquasantiera in marmo bianco e subito oltre, nella parete laterale, si apre la porta d’accesso alla cantoria, inaugurata il 20 luglio 1946, opera in legno dell’artigiano locale Ulderico Mattioli su progetto dell’ing. Chino Zanini. Incassato nel muro, si trova un confessionale ottocentesco a tre stalli in noce, e, poco più avanti, separata dalla navata da una balaustra in marmo, si incontra la Cappella della Madonna del Rosario. L’altare della Madonna, modificato ed arricchito in marmi nel 1937 , presenta nel paliotto sotto la mensa una statua in gesso di Cristo morto, mentre al di sopra, tra due gradini in marmo, é posto, a forma di tempietto, il tabernacolo disegnato da Giovanni Battista Vergani nel 1831 per l’altare maggiore e qui trasferito nel 1955, allorché fu realizzato l’attuale tabernacolo dell’altare principale ). Al di sopra, tra le due lesene e l’architrave in legno colorato, in una nicchia che fa da fondale, é posta la statua in gesso della Madonna del Rosario. Proseguendo, si incontra la porta, da cui si accede alla Cappella di S. Antonio. Questa, coeva della Parrocchiale, originariamente, fungeva da sagrestia. Nel 1925 fu costruita, tra il campanile e la cappella, come sala delle riunioni, quella che é poi divenuta, dal 1941, l’odierna sagrestia. Ciò ha permesso, il 13 giugno 1941, di ultimare la Cappella di S. Antonio con l’altare opera di Romolo Venturini. Nella sagrestia, arredata con un grande armadio e due cassettoni dell’800 in noce lavorato, sono conservati l’ostensorio e due calici in oro ed argento del XIX secolo. Ritornati nella navata, sopra l’apertura, si trova un quadro, dipinto ad olio su tela di autore ignoto e donato alla chiesa dai Conti Solferini di Solarolo ). La tela, databile alla fine del 1700, rappresenta la Vergine col Bambino Gesù assisa su una nube ed in basso quattro Santi: sulla destra S. Luigi Gonzaga e S. Antonio da Padova, sulla sinistra S. Domenico e S. Margherita. Si accede poi al presbiterio, ai cui lati sono ubicate due Cappelline che vi si affacciano con grandi aperture, e al centro, al limitate del coro, è posto l’altare maggiore eretto nel 1831, come confermato dalla scritta incisa nel marmo. L’altare, realizzato in marmo bianco con specchiature di dimensioni variabili in marmo rosso, fu disegnato dall’architetto Giovanni Battista Vergani ed ha subito, nel tempo, notevoli trasformazioni che lo hanno ridotto ora ad un unico blocco di marmo bianco, con paliotto rosso, rialzato su tre gradini. Dapprima, nel 1955, fu sostituito il tabernacolo primitivo con uno in onice di più grandi dimensioni, a forma ottagonale, arricchito di bronzi raffiguranti momenti della vita di Cristo; poi, nel 1975 , furono tolti i tre gradini, che si alzavano dalla mensa, e lo stesso tabernacolo in onice, che ora é posto su un piedestallo al limitare sinistro della navata.

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